Ieri sul Corriere è stata pubblicato un articolo sul down successo a Skype.
Nell'articolo era poi presente un riquadro che pubblicava un'intervista ad Andrea Pezzi, e una questa mi ha lasciato un pò stupito.
Anzitutto perchè forse sarebbe stato meglio far spiegare a qualcuno con le competenze adatte quale fosse il probabile problema di Skype, che magari potesse anche fare un pochino di chiarezza sull'accaduto, e senza lanciare basse (imho) insinuazioni.
In particolare, questo passaggio dell'intervista:
MILANO - [...] Skype-man da quando? «Lo uso da un paio d' anni come strumento di lavoro per comunicare in tempo reale direttamente con il computer. In ufficio è come un piccolo network, ha sostituito il telefono interno. Lo utilizziamo in 10-15 persone, quasi sempre collegate. Poi lo uso per chiamare i collaboratori di Londra e Parigi. C' è chi poi lo sceglie per risparmiare e chi per conoscersi. Ma non è il mio caso» Il suo punto di forza? «Diventa più grande e forte ad ogni contatto.
La vera campagna pro Skype è però spiegare ai ragazzi che parlare a vuoto è un' idiozia sia che si usi Skype sia che si preferisca il telefono di casa». E il blackout di ieri ? «Skype è nato dall' intelligenza di due giovani illuminati. Qualunque cosa lo abbia causato è il segnale che quell' intelligenza è mancata e il gigante fatica a camminare».
Non concordo con la prima affermazione perchè Skype da la possibilità di parlare in modo gratuito, ma si preferisce usare l'IM o la chat e non la comunicazione a voce.
Non sono molti i ragazzi che usano Skype per parlare a voce, mentre io sono convinto che sia maggiormente usato da essi per chattare, come viene usato in questo senso MSN.
La funzionalità voce per i ragazzi è un "di più".
La seconda affermazione invece, mi sembra ancor più fuoriluogo, perchè non sostenuta da alcuna argomentazione valida.
Io non credo che l'intelligenza sia venuta a mancare, anche se appare ovvio che un mastodonte sia meno agile di un pettirosso (ma questo non significa che possa fare più strada).











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