Qualche giorno fa ho letto l’anteprima dell’articolo per Punto Informatico di Mantellini sul suo blog.
E mi chiedo brevemente perchè sto usando Facebook e non MySpace anche se sono iscritto a entrambi.
Su Myspace arrivano richieste su richieste da parte di gente sconosciuta, pseudoamici che in realtà per il 99% sono gruppi musicali che vogliono promuoversi.
Myspace è un ottimo mezzo per farsi conoscere se sei un gruppo, ma al sottoscritto i piccoli gruppi/artisti emergenti non interessano per nulla.
Di default, qui qualsiasi cosa faccia è visibile agli altri utenti, ai quali tanto non importa nulla di ciò che faccio perchè iscritti con l’obiettivo di promuoversi.
Ah, dimentico: adesso mi aggiungono anche locali che prendono vita, come pub e discoteche della zona.
E la mia bacheca viene usata per postare immagini glitterate di ogni genere e locandine che avvisano di eventi ed esibizioni live in locali della provincia e zone limitrofe.
Su Facebook (al momento) il mio profilo, di default, è privato.
Non ricevo richieste di amicizia da parte di persone sconosciute (nel 99% dei casi), e la mia politica di gestione delle amicizie è aggiungere solo persone che conosco alla lista dei miei contatti. E
funziona.
Nella mia bacheca non vengono scritti messaggi di spamming di eventi. Non mi aggiunge nessun locale magicamente animato e possessore di un account utente senziente.
Su Facebook riesco a scambiarmi foto, informazioni e video con AMICI veri.
L’unico “problema” è rappresentato dai continui e seccanti inviti a decine di applicazioni differenti che caratterizzano Facebook, anche se dopo le prime volte in cui si bloccano le apps più diffuse il fastidio diventa sopportabile. :)
Inoltre, interagisco all’interno dei una rete di conoscenze relative a un mondo reale.
Ecco, la principale differenza è questa: su Myspace ho pochissimi amici reali e diverse amicizie virtuali.
Su Facebook ho solo amici “in carne ed ossa”. Nessun amico virtuale.
Cosa mi interessa di più?
Quello che posso vedere, toccare e sentire, oltre che visualizzare su un monitor.











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